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SASSOFONO

Docente: Gianni Azzali

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IL CORSO
Ovviamente non esiste un unico percorso didattico, trattandosi di lezioni individuali, questo viene di volta in volta modulato in base alle caratteristiche dell'allievo, ma è comunque possibile evidenziare quelle che sono le linee guida di un metodo di docenza collaudato.

IL METODO DI STUDIO
Una parte importante del lavoro impostato da Gianni Azzali riguarda fin dall'inizio il metodo di studio. Si impara come organizzare il tempo a disposizione e come lavorare in modo efficace anche quando il tempo per studiare a casa non è molto e grande attenzione viene dedicata agli aspetti fondamentali della tecnica del sassofono: emissione del suono, respirazione, controllo, intonazione e tecnica strumentale.
Una parte del lavoro è costituita dagli esercizi di warm up, che accompagnano lo studio dello strumento fin dalle prime lezioni. Attraverso esercizi specifici si lavora sulla padronanza del suono, sulla qualità e omogeneità dell'emissione, sul controllo dell'intonazione e sulla consapevolezza del rapporto tra corpo, respirazione e strumento. Il warm up non è quindi semplicemente un modo per “scaldarsi” prima di suonare, ma diventa parte del percorso di costruzione della tecnica e del suono personale.

N.B. - Gli esercizi non vengono però considerati semplicemente come esercizi da eseguire. Fin dai primi passi, scale e arpeggi vengono messi in relazione con ciò che accade armonicamente nella musica.

 

DALLA TECNICA ALL'ARMONIA
Grande attenzione viene riservata certamente alla tecnica e alla precisione strumentale, come diteggiatura, articolazione e coordinazione, ma uno degli aspetti caratteristici del percorso curato da Gianni Azzali è proprio questo collegamento tra tecnica strumentale e conoscenza armonica. Anche i primi esercizi vengono contestualizzati armonicamente, in modo che l'allievo possa progressivamente imparare a orientarsi all'interno di un brano senza dipendere esclusivamente dalla lettura.
Scale e arpeggi diventano così qualcosa di più di una successione di note da memorizzare: vengono collegati agli accordi e alle strutture armoniche, fino ad arrivare alla capacità di riconoscerli e utilizzarli anche in maniera “numerica” e armonica.
L'obiettivo è sviluppare il prima possibile una certa autonomia musicale, che permetta all'allievo di capire dove si trova all'interno di un brano e di muoversi al suo interno anche senza avere necessariamente davanti uno spartito.

 

TECNICHE ESPRESSIVE E STILISTICHE
Con il progredire dello studio vengono affrontate anche le tecniche che permettono di caratterizzare il suono e rendere più personale l'interpretazione.
Si lavora, in relazione al livello e agli interessi dell'allievo, su vibrato, cromatismi melodici, bending, effetti di emissione e altre tecniche caratteristiche del sassofono.
Queste tecniche vengono affrontate non come semplici “effetti speciali”, ma come possibilità espressive, da utilizzare in funzione della musica, del repertorio e dello stile che si sta affrontando. Vibrato, growl, slap tongue, bending e altre risorse sonore, infatti, possono assumere funzioni molto diverse a seconda del linguaggio musicale.
Il lavoro tecnico è quindi sempre collegato all'interpretazione: capire come ottenere un determinato effetto, ma soprattutto capire quando, perché e come utilizzarlo musicalmente.

 

INTERPRETAZIONE E STILE
Una volta costruiti gli strumenti tecnici necessari, il lavoro si sposta sempre più verso la melodia, l'interpretazione e lo stile.
Si impara ad ascoltare e a riconoscere le caratteristiche dei diversi linguaggi musicali, lavorando sul fraseggio, sull'articolazione, sul suono e sul modo di interpretare una melodia.
Il repertorio viene scelto anche in funzione dei gusti musicali dell'allievo, perché studiare uno strumento dovrebbe significare anche imparare a suonare la musica che ci interessa.

 

...E L'IMPROVVISAZIONE?
L'improvvisazione può entrare nel percorso fin dalle prime fasi, attraverso esercizi semplici e progressivi, oppure essere approfondita maggiormente quando l'allievo lo desidera.

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